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8. L'età contemporanea

Come già accennato, dalla fine dell’Ottocento i metodi diventano sempre più industriali, portando all’abbandono di quest’arte, che richiede forse troppo tempo per i convulsi ritmi di vita moderni. Ricordiamo gli orafi smaltatori Wagner, Froment-Meurice, Falize, Boucheron, Christofle, Tard, Barbedienne, e per lo smalto dipinto e la grisaille Grandhomme, Garnier, Popelin, Lepec, A. Meyer, e i famosi Soyer. Una notevole eccezione è, alla fine del secolo, il lavoro dell'orefice Carl Fabergé a San Pietroburgo, il quale inventa l'oggettistica in argento con smalti traslucidi colorati. Famose sono, in particolare, le Uova Fabergé, oggetti di gioielleria in oro o argento con motivi guilloché e decorati con smalto traslucido, pensati come le matriosche per contenere sorprese anch'esse in metalli preziosi e smalto. Un notevole successo hanno avuto anche le opere di Hermann Ratzersdorfer e Hermann Böhm, smaltisti e argentieri austriaci della fine del XIX secolo che interpretano il gusto neoclassico e neorinascimentale della Vienna tardo-imperiale con la produzione di oggetti di lusso come coppe a forma di nave e orologi da tavolo ispirati al gusto gotico con elementi ronde-bosse o pregiate stoviglie e ante di mobili decorate con miniature a smalto acquarellato.

Minerva, tecnica grisaille, smalto a fuoco su rame, Claudius Popelin (1825-1892)

Verso la fine dell’Ottocento, gli antiquari e gli archeologi riscoprono un interesse verso lo smalto, il che favorisce la reintroduzione di molte tecniche di smaltatura. A Sèvres, celebre manifattura di ceramica e porcellana, viene aperto un atelier dal 1845 al 1872, in cui si educano ottimi esecutori e si realizzano prestigiose produzioni (clicca qui per vedere due articoli sulle manifatture di Sèvres: Prima Parte - Seconda Parte). Gli ultimi tentativi di modernizzare l’arte sono quelli francesi Art Nouveau all’inizio del Novecento, come la splendida collana in oro, smalti, perle e brillanti, (Kunsthandwerk Museum di Francoforte) di René Lalique (1860-1945).

Rappresentante italiano dell'Art Nouveau è Vincenzo Miranda, orafo e argentiere napoletano, la cui ditta si presenta a Parigi all'Esposizione universale del 1900 con una fibbia d'oro decorata a smalto con motivi floreali.

Parallelamente si sviluppa la smaltatura su ferro per oggetti casalinghi, cartellonistica pubblicitaria, segnaletica, aprendo la strada ai rivestimenti architettonici d’interni ed esterni e all'arredo urbano. Da citare è la cittadina di Morez in Francia.

A sinistra: T. Gobert, Vaso a forma di tripode con scena di ricreazione all'aperto, 1869/72, Museo Nazionale della Ceramica di Sèvres.

A destra: Uovo di Fabergé dei “Dodici Monogrammi”, realizzato  e donato a Marija Fjodorovna per la Pasqua del 1895, in memoria del defunto zar Alessandro III. Custodito presso lo Hillwood Museum di Washington D.C., USA.

Nello stesso periodo, dopo una fase di decadenza, ha inizio l'Età dell'Oro dello smalto giapponese, a partire dal 1850, in piena era Meiji. Il merito della riscoperta dello smalto in Giappone è riconosciuto tradizionalmente a Kaji Tsunekichi, un ex samurai che, per arrotondare lo stipendio, si reinventa come imprenditore dello smalto artistico dopo aver analizzato un pezzo smaltato d'origine cinese e averne scoperto tutti i segreti fino a riprodurne la tecnica, non però senza l'ausilio di alcuni manuali giapponesi più antichi. A partire dal 1855, Tsunekichi apre una manifattura a Nagoya destinata a durare per decenni con numerosi allievi che acquisiranno una grande fama nel settore. La produzione di questo periodo si concentra soprattutto su vasi, ciotole, piatti realizzati nelle diverse tecniche dello smalto shippō. L'Età dell'Oro dello smalto giapponese proseguirà fino al 1950 circa con diverse scuole nate proprio dall'esperienza iniziale di Tsunekichi. Fra gli artisti nipponici più importanti ricordiamo alcuni nomi d'eccellenza, fra cui: Hayashi Tanigoro, Andō Jubei, Namikawa Yasuyuki, Namikawa Sōsuke, Yukio Tamura,  Kumeno Teitaro, Hayashi Kodenji, Inaba Isshin e Goto Seizaburō. Vedi approfondimento.

In Occidente, nel periodo dell’Art Déco, degli anni 1920 – 1930, risorge il nome di Limoges, attraverso i lavori di Alexandre Marty, sua figlia Henriette, Camille Fauré e Léon Jouhaud. Le brocche “Art Déco” della bottega del Fauré, sono oggi opere d’arte riconosciute e indiscutibili. In Germania (1915-1933), dalla scuola d’arte “die Burg Giebichenstein,” (Bau Haus) usciranno insegnanti come Maria Likartz e Lili Shultz, attive tra le due guerre. J. Goulden in Francia. In Spagna, Miguel Soldevila e altri della scuola Massana, seguendo le tecniche di Grandhomme e Garnier, formeranno numerosi smaltatori che daranno vita alla scuola di Barcellona, dove lo smalto dipinto ha una particolare personalità. Esponenti di spicco sono Lluis Masriera e Modest Moratò Ojer.

Negli anni 1950 – 1960, ricordiamo Josep Brunet, Núria Nialet, Francesca Ribas, Núria Ribot e Joan Gironès. Le caratteristiche di questa scuola si gustano in alcuni smaltatori di grande talento: F. Vilasís-Capalleja famoso nel mondo, Montserrat Mainar, Pascual Fort e Andréu Vilasís, quest’ultimo diede particolare impulso al rinnovamento dello smalto in Spagna. Fu Direttore e insegnante della Escuela Bicentenaria “Llotja” di Barcellona, dagli anni Settanta al nuovo millennio. In Germania allo stesso modo Walter Lochmüller (Schwäbisch Gmünd) e le scuole di Pforzheim e Hanau. Possiamo dire che l’esistenza di centri d’insegnamento derivati dalla Bauhaus ha permesso a Germania, Spagna (Catalogna) e Gran Bretagna di dar vita ai migliori gruppi di smaltatori del XX secolo.

Nonostante atelier isolati fondati da grandi artisti continuassero a produrre grandi opere, in Francia (come in Italia) ci fu una certa decadenza generale per mancanza di centri d’insegnamento, finché dal 1971 al 1994, Georges Magadoux creò le biennali internazionali dell’arte dello smalto. Questi incontri furono di grande stimolo verso il più alto livello artistico. Seguono le biennali di Catalogna (Spagna) a Salou: “El Món de l’Esmalt”. In Francia a Morez i “Rencontres”, come pure a Tokio in Giappone.

Altre manifestazioni fino al 1995: a Coburg in Germania, in Ungheria a Kekskémet dal 1979 e anche a Budapest, si organizzano incontri con un laboratorio e un simposio. Si organizzano concorsi in Australia e negli U.S.A. (questi ultim organizzati dall’Enamelist Society e dalla Fondazione Carpenter).

In Francia quindi si possono citare comunque grandi artisti isolati, in particolare i tradizionalisti come:

René Restoueix M. O. F. è stato un importante artista e insegnante di arte dello smalto limosino, nel cui atelier si sono formati alla smaltatura anche i fratelli Carmona. È nato nel 1924 ed è morto nel 2006.

Pierre Bonnet M. O. F. è nato nel 1934 ed è morto nel 2008. Ha ricevuto il premio M.O.F. (Meilleur Ouvrier de France) ed è quindi considerato uno dei massimi esponenti dello smalto limosino ed un grande insegnante di quest’arte.

Michel Betourné è uno dei pochi maestri smaltatori francesi ancora in vita a praticare la tecnica di Limoges.

Una speciale menzione merita anche il grande smaltatore, pittore, scultore e sbalzatore francese Robert Barriot (1898-1970), noto come il "gigante dello smalto" per la sua realizzazione di pannelli in rame sbalzato e smaltato dalle dimensioni record tuttora ineguagliate, in particolare i 7 pannelli sbalzati e smalti che formano la Pala d'Altare della Chiesa di Sant'Odilia a Parigi.

I due fratelli Carmona sono fra i massimi esponenti dello smalto francese del Novecento. Jean e François nascono rispettivamente il 28 gennaio 1928 e il 4 settembre 1929 a Roussillon (dipartimento dell’Isère). Jean lavora presso la vetreria di Givors (dipartimento del Rodano) e frequenta la scuola d’Arti decorative di Limoges, dove vince il Gran Premio; dal 1954 fa la sua prima esperienza lavorativa presso il laboratorio artistico di Bonnet. Suo fratello François studia invece come decoratore su porcellana in stile Micheland, diventa Maestro d’Arte e lavora per qualche anno negli ateliers di Poral, Prayaux e Restoueix (M.O.F.). Dal 1960, i due fratelli lavorano insieme presso il laboratorio del grande artista Jean Betourné e si mettono in proprio nel 1962. Jean cessa la sua attività nel 1989 e muore nel 1995, mentre il fratello François lascia il mestiere nel 1990 e muore nel 1994.

Ricordiamo anche la famiglia Chéron. e, fra i membri del C.K.I., J. Zamora (già "meilleur ouvrier de France" nel 1976) ed E. Pellegrini, entrambi tuttora insegnanti e rappresentanti dello stile di Limoges. Fra gli innovatori citiamo, invece: Christian Christel, Roger Duban, B. Veisbrot, H. Martial, M. T. Masias, J.C. Bessette. Attualmente dominano quest’arte Dominique Gilbert e il gruppo della Galérie du Canal.

In Germania, ricordiamo E. Weinert, Martius, I. Martin, H. Blaich, U. Zehetbauer, M. Duntze, S.A. Klopsch, E. Massow. Gertrud Fischer e suo marito August Rittmann col Creativ-Kreis-International dal 1966 insegneranno l’arte e la cultura dello smalto in Germania e nel mondo. In Inghilterra, ricordiamo lo studio Fusion di Londra e la B.S.O.E. (British Society of Enamelists).

In Olanda, Go de Kron,  Adriaan Van den Berk e Jan de Valk. In Giappone, specialmente nell’ambito del Cloisonné Shippo, le insegnanti Kioko Iio, Yoshiko Yokoyama, Hobuko Horigome, Yohko Yoshimura, Otha, Akiko Miura,Kyoko Iio e il maestro sbalzatore Suzuki. Per le opere murali: Toshiko e Mamoru Tanaka. In America: Stefan Knapp, M. Seeler, K. Whitcomb, K. F. Bates, J. Schwarcz, J. Tanzer. I Laboratori Kecskemét: che riuniscono artisti russi, georgiani e ungheresi in manifestazioni internazionali anche i ceramisti.

L'ex Cecoslovacchia diventa un centro importante della smaltatura artistica a partire, soprattutto dagli anni Sessanta (fonte: Uměni emailu – Technika smaltu, Museo della Tecnica di Brno, 2017)

- Věra Janoušková (1922-2010). Pur non essendo una smaltatrice, quest’artista ha realizzato diverse sculture composte da oggetti smaltati d’uso domestico, opportunamente tagliati alla fiamma e saldati fra loro.

- Jan Nušl (1900-1986), studente dell’Accademia d’Arti, Architettura e Design (VŠUP) di Praga. Ha ridato vita a questa tecnica, insegnando nella stessa Accademia e formando così ben due generazioni di artiste dello smalto.

- Jana Cepková (nata nel 1939), allieva di Jan Nušl e moglie dell’artista slovacco Anton Cepka, uno dei fondatori del Club dei Concretisti cecoslovacchi. Ha vinto un premio alla Biennale internazionale di Limoges del 1978 e ha partecipato a diverse esposizioni all’estero a Vienna, Hanau e Pfarnheim.

- Eva Žaková-Št’astna (1944), un’altra studente di Jan Nušl, ha saputo rinnovare lo smalto tradizionale con nuove tecnologie e tecniche. Nel 1985 ha organizzato anche l’Esposizione degli Smaltatori Cecoslovacchi Moderni nell’Atrium di Praga, in cui ha partecipato anche come espositrice.

- Eva Kučerová-Landsbergrová (1947-) è un’artista originaria di Místek, nella catena dei Monti Beschidi. Si è diplomata alla Scuola Secondaria di Arti Applicate nella città morava di Uherské Hradiště, specializzandosi in disegno grafico nel 1967. Le sue opere sono influenzate dai paesaggi montuosi e boschivi della sua terra natia.

- Radka Urbanová (1947-), ha studiato nella Scuola di Arti Applicate di Praga. Ha iniziato a praticare la smaltatura nel 1995. I suoi gioielli e oggetti smaltati combinano spesso creature stilizzate e umoristiche con la presenza di parti mobili, come nei giocattoli. Nel 1998 ha vinto il primo premio alla Fiera Internazionale della Gioielleria di Kecskemét e il 10° Premio per la Gioielleria Cloisonné a Tokyo, nella categoria “Nuove Proposte”. Oggi è la direttrice della Galleria Mňau.

- Alena Novaková (1929-1997), appartenente alla seconda generazione degli studenti di Jan Nušl all’Accademia d’Arti, Architettura e Design di Praga.

- Olga Francová, Alexandra Horová e Madla Cubrová (1962-), studentesse del VŠUP, hanno formato insieme un gruppo di smalto artistico interamente al femminile, seppur di breve durata. Le artiste hanno proseguito le loro carriere separatamente.

- Veronika Richterová (1964-), dopo aver studiato all’Accademia delle Belle Arti di Praga, si è perfezionata nello smalto a Parigi nella Scuola d’Arti Decorative, pur non disdegnando altre tecniche e materiali. Il suo uso originale dello smalto è destinato alla creazione di sculture di animali realizzate con supporti non convenzionali (ad esempio, serpenti realizzati con tubi da fumisteria) e sono rivestite con smalti industriali dai colori sgargianti, spesso con un effetto umoristico o volutamente eccessivo.

- Magdalena Urbanová (1971) è la figlia d’arte di Radka Urbanová. Magda ha inizialmente studiato etnologia nell’Università Carolina di Praga e successivamente ha seguito la stessa carriera della madre, studiano oreficeria. Lavora con lo smalto da circa 20 anni. È anche l’autrice del primo libro sulla smaltatura a fuoco dei metalli in lingua ceca. È direttrice dell’esposizione di storia dello smalto nel Museo della Tecnica di Brno. Lavora con tecnologie sperimentali per ottenere effetti speciali dai suoi smalti.

- Eliška Fuksová (1995-) è la più rappresentativa dell’attuale generazione di artisti dello smalto in Repubblica Ceca.

L'Italia rappresenta un caso evidentemente separato rispetto agli altri Paesi e merita un approfondimento a parte. Nel Bel Paese, infatti, la tecnica era se non scomparsa, quanto meno rilegata all'ambito della gioielleria, come nel caso di Vincenzo Miranda. Il punto di svolta è rappresentato dalla riscoperta dello smalto a fuoco su rame da parte del pittore e incisore Giuseppe Guidi di Castel Bolognese, che lo apprenderà da Limoges nel 1923, adottando una propria tecnica, detta "champlevé a taglio molle", in cui i contorni delle figure sono scavati nello smalto anziché nel metallo per separare fra loro i colori o formare le linee interne delle figure. Il Guidi ispirerà la riscoperta dello smalto a fuoco a Milano, con nomi d'eccellenza come  Luigi Martinotti, Giuseppe Maretto ed Ettore Paganini

Dal 1945, la presenza di smalti di questi autori porta alla nascita di diverse scuole e stili: degni di menzione sono la Comunità Artistica di Torino (Idro Colombi, Miranda Bestazzi, Marisa Micca ecc...) e il suo erede Studio Del Campo (Virgilio Bari, Lydia Lanfranconi, Bianca Tuninetto ed Euclide Chiambretti), la Galleria Vigna Nuova di Firenze (Sergio Santi), l'Istituto Mengaroni di Pesaro (a cui sono associati nomi importanti come Giuliano Vangi, Vladimiro Vannini, Aldo Jacomucci, Franco Bucci, Franco Bastialnelli, Ubaldo Cinciarini, Marcello Baldassarri, Romolo Verzolini, Orlando Sparaventi...), la Scuola d'arti e mestieri di Castelmassa (Enzo Ciorba, Nino Brunelli, Carlo Pellicciari...) e molto più recentemente il Liceo di Trento e il Liceo Artistico del Preziosissimo Sangue di Monza. Non mancano naturalmente nomi d'eccellenza fra gli autodidatti che hanno a loro volta trasmesso la loro arte nei loro atelier, in particolare i più celebri sono Paolo De Poli di Vicenza e Mario Marè di Milano, che adottarono stili originali. Per maggiori informazioni sulla smaltatura artistica in Italia, vi invitiamo a proseguire nell'Approfondimento dedicato.

Conclusione

Le tecniche della smaltatura artistica si sono avvicendate e perfezionate per circa 35 secoli passando di mano tra popoli molto diversi tra loro per cultura e religione e forme sociali. Sono state assorbite e tramandate da  varie scuole e movimenti artistici. Ma il fascino particolare di questa arte applicata ha superato ogni tipo di ostacolo giungendo ancora integra ai giorni nostri. Resta un’arte difficile e per pochi artisti che si appassionano ai risultati stupefacenti, visibili però solo dopo decine di cotture in forno a 800°C. Per un disegno imperscrutabile del destino queste tecniche sono praticate ancora oggi in modo pressoché identico:

- Il Cloisonné, di cui cito gli esempi di Egino Weinert di Colonia e di Gertrud Rittmann-Fischer di Deidesheim, che a 92 anni, realizza ancora poesie e storie con le sue opere smaltate.

- Il Traslucido, tecnica mista con il Grisaille di Larisa Solomnikova, praticamente un gioiello.

Egino Weinert - Gertrud Rittmann-Fischer - Larisa Solomnikova

- Il Ronde bosse, il Champlevé o il Plique à jour in uso presso gli orafi.

Esempi di ronde-bosse e plique à jour

- La tecnica Grisaille, raramente applicata ma i grandi "maestri" come Jean Zamora, ne conservano la conoscenza.

- Non mancano gli esempi di esecuzioni astratte come in questo smalto futurista attribuito al Balla:

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Betourné di Limoges - Francesc Vilasís-Capalleja di Barcellona "Mona Margarita"

Micaela Doni di Monza

Provate a pensare, se Leonardo avesse eseguito in smalto il suo capolavoro Monna Lisa, oggi blindata al Louvre perché ormai consumata dai secoli, vedremmo “la Gioconda” ancora nuova, con suoi colori luminosi e la brillante superficie, come appena tolta dal forno dalle sapienti mani dall’artista.

Confronto di durata: a sinistra e sopra al centro, la Gioconda (1510, olio su tela) di Leonardo da Vinci, con le sue rughe da invecchiamento.

A destra e sotto al centro, Maria Stuarda, regina di Scozia e regina consorte di Francia (1559-1560, smalto su rame) attribuibile a Léonard Limosin, ancora come appena uscito dal forno.

Eppure Leonardo aveva capito le incredibili proprietà dello smalto, in particolare la sua resistenza nel tempo, come scrive nel suo Trattato della Pittura.

"LA PITTURA FATTA SOPRA RAME GROSSO COPERTO DI SMALTO BIANCO, E SOPRA QUELLO DIPINTO CON COLORI DI SMALTO, E RIMESSO IN FUOCO E FATTO CUOCERE, QUESTA PER ETERNITA' AVANZA LA SCULTURA"

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