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9. Approfondimento: Lo smalto in Italia nel Novecento

Nel Novecento, in Italia sono le scuole d'arte che introducono i giovani alla smaltatura e alla lavorazione artistica dei metalli. Grazie ad alcuni ottimi insegnanti che trasmettono oltre alla indispensasbile tecnica anche la passione artistica, alcuni allievi sono tanto bravi da diventare insegnanti subito dopo il diploma.  Altri formeranno alcuni “laboratori / studi" che  faranno la storia del '900: 

Quando gli artisti di talento formano le scuole, queste scuole poi formeranno artisti di talento.

Elenco quelli rintracciati, con difficoltà e col rammarico che alcuni rischiano di essere dimenticati.

Il primo è Giuseppe Guidi (1880-1931) pittore e incisore, diventa famoso come smaltatore del D'Annunzio. Opera a Milano; usa due tecniche particolari, la prima "taglio molle", cioè un incavo intorno alle figure per delimitarne il disegno, creando così un effetto rilievo che si confonde col Cloisonné o Champlevé. Il secondo stile è uno smalto dipinto con metodo derivato dalle sue conoscenze di incisore.

Luigi Martinotti, (Torino 1890-Milano 1962) fu smaltista, vetrinista e pittore a Milano durante e oltre gli anni di attività del Guidi, con cui forse incrociò la strada e di cui adottò la tecnica del "taglio molle". Le opere di Martinotti sono a tematica soprattutto religiosa e adottano uno stile radicato nel passato, in controtendenza con le nuove mode europee. Uno stile simile lo si trova in Ettore Paganini, anch'egli di Milano e 32 anni più giovane.

Paolo De Poli (1905-1996) , considerato da Gio Ponti come tra i pochissini cultori della smaltatura. A Padova studia disegno e sbalzo su metallo alla scuola d'arte Pietro Selvatico. Dallo Studio Trentin di Verona apprende la pittura su Olio. Nel tempo subisce il fascino dello smalto e negli anni 30 inizia la produzione di pezzi raffinati. In seguito con la collaborazione di Gio Ponti realizzerà numerosi pannelli decorativi, destinati agli interni di transatlantici o edifici pubblici come pure presso privati, in Italia e all'estero. Esporrà molte opere anche in USA e nel mondo, diventando molto famoso.

Giuseppe Maretto, (1908 - 1984) Scultore, realizza busti in bronzo di personaggi famosi nella prima metà del 900. Anche lui operò a Milano e potrebbe aver lavorato col Guidi, visto che usano tecniche molto simili: il "taglio molle", cioè un incavo attorno alle figure, che però lui stesso definiva "Champlevé". Nel 1959 stampa dei libricini con descrizioni in 5 lingue europee. Le numerose foto a colori di alcune sue opere  (taglio molle) appaiono come sgraffiti intorno alle figure, altre son in campo pieno.

Ernesto Treccani (1920 - 2009) di cui rammentiamo i motivi iconografici ispirati a Cesare Pavese (La luna e i falò).

Mario Marè (1921-1993) fiorentino di nascita e milanese di adozione a 8 anni. Artista poliedrico, sarà smaltatore, ma anche pittore, poeta e scrittore. Realizzerà nel 1981 il "Manuale: Lo smalto a fuoco sui metalli", a tutt'oggi l'unico libro fatto da un italiano, preciso e completo di ogni aspetto.

Eugenio Pieraccini (1922 - 1980), toscano di Viareggio, pittore e smaltatore, caratteristici siono i suoi preti e monache, sposi e donne nude.

Giuseppe Calonaci, nato a Poggibonsi (SI) nel 1931, scultore e artista completo, sarà anche ottino smaltatore. nel 1955 è ideatore di S.I.V.A. fabbrica di smalti d'arte su acciaio, dove operarono su invito numerosi artisti (Silvano Bozzolini, Pierachille Cuniberti, Gualtiero Nativi, Marta Pieraccini Bozzolini, Concetto Pozzati). Nel 1958, esegue un grande pannello in acciaio, m 7x2, "Torre blu". Nel 1990, in occasione di una mostra a Hot Springs, viene nominato cittadino onorario della città e ambasciatore dell'Arkansas da Bill Clinton.

La Comunità Artistica, nata a Torino nel 1952 per volontà dell'artista Idro Colombi, che ha formato artisti dello smalto come Miranda Bestazzi, Marisa Micca e i quattro esponenti del futuro Studio Del Campo.

Lo Studio Del Campo a Torino (1956-1998), un nome comune con cui firmeranno le loro opere gli artigiani-artisti Virgilio Bari, Lidya Lanfranconi, Bianca Tuninetto ed Euclide Chiambretti (2012), . Collaboreranno con la galleria Sestante di Milano. Caratteristica delle loro opere l'estrema precisione delle finiture e l'uso della foglia d'argento sotto gli smalti come pure la ricerca di nuovi disegni e nuove forme. Sempre in grado di disegnarsi le loro opere, accettarono di lavorare solo per prestigiosi designer quali Gio Ponti e l'architetto Toni Cordero ed Ettore Sottsas. Virgilio Bari è anche discreto pittore e scultore.

La Galleria Vigna Nuova dei tre fratelli Danilo, Sergio e Valeria Santi, uno studio di artigianato e design operativo a Firenze dal 1945 fino al 1966, quando fu distrutto da un'alluvione e mai più ricostruito.

La scuola arti e mestieri di Castelmassa (Rovigo) ha un periodo fecondo tra il 55 e l'80, con l'insegnante "Enzo Ciorba" (Viterbo,1917-1972,Castelmassa RO) che formerà validi allievi: Rino Brunelli di Castelmassa (1933-2009) e Pelliciari che saranno a loro volta ottimi artigiani artisti e validi insegnanti.

Molti artisti, pittori e/o scultori subiscono il fascino della smaltatura e vi si cimentano con alcune opere:  Francesco Fedeli (1911-1998), milanese, famoso come corrispondente e pittore di guerra.

Il bergamasco Lanfranco Fenaroli, (1942-2009) fu scultore, pittore e smaltatore di buone capacità realizzando smalti moderni di grandi dimensioni e volti tradizionali con forti espressioni.

Cosimo Corvaglia, (1948-2004) docente dell'Istituto d'arte di Poggiardo, realizzerà con gli alunni una eccezionale Via Crucis, per la cui realizzazione abbandonata la tecnica dell'incisione, utilizzerà un cloisonnè moderno per formare15 pannelli di grandi dimensioni (50x50 cm). Dal 1997 questa Via Crucis è esposta nella cattedrale di Otranto.

A Pesaro, l'Istituto d'Arte Ferruccio Mengaroni, nel primo dopoguerra con gli artisti docenti Giuliano Vangi (dal '54 al '60), e Vladimiro Vannini,(dal '52 al '90) sotto la direzione (dal '59 al '76) del pittore pisano Ferri Ferruccio, (1911 - 1989), si formano numerosi e validissimi artisti, tra cui Giuseppe Pagani, Renato Bertini, Ferruccio Marchetti, Bruno Bruni oltre a Eliseo Mattiacci (scultore di fama mondiale). Gli smaltatori più conosciutii sono i seguenti:

- Franco Bucci (1933-2002), maestro d'arte nel 53 all'istituto Mengaroni, allievo di Vladimiro Vannini, rimane insegnante dal 54 al 68, Nel 54 fonda Mastro 3 con Vladimiro Vannini e Paolo Sgarzini e poi Aldo Jacomucci, Mastro 3 sarà uno dei primi Atelier in Italia a produrre oggetti smaltati. Nel 61 apre il laboratorio di Pesaro con Nanni Giovanbattista Valentini, Filippo Doppioni, Roberto Pieraccini. Vi produsse rame smaltato e ceramica; si scioglierà nel 66. Bucci è da considerrsi il capostipite di una generazione copiosa e fertile, intorno al 1970 abbandana lo smalto per la ceramica.

- Franco Bastianelli (1940) ricercatore come il Bucci, inizia come abile sbalzatore. Con altri (Jacomucci) apre nel 60 lo Studio Laurana, (nome di un architetto del 1400). Nel 63 il primo ministro libico commissiona una cupola in oro e smalti, ampia 108 m2 e senza sostegni, poichè il laboratorio era piccolo, il committente stacca un assegno per ampliare il locale (?). Dopo il diploma soggiornerà i diversi paesi europei per studiare gli smalti più famosi. Incontrerà Nanni Valentini che sarà per lui amico e maestro. Nel 1962 sviluppa nel suo laboratorio una gamma completa di smalti per rame. Realizzerà anche nolti gioielli smaltati Prima esposizione nel 59 ad Ancona da qui in poi esporrà in tutta Europa e nel mondo, vincendo numerosissimi premi. Nel 1982 riceve la laurea honoris causa dalla Petrarca University di Los Angeles. Una sua scultura "Maternità" viene acquistata per il logo della linea di prodotti Infasil dalla Procter&Gamble. Nel 2006 approda definitivamente alla scultura.

- Marcello Baldassarri, (1941) grande smaltatore artigian-artista, allievo di Vladimiro Vannini, subito dopo il diploma insegna a Trento. Fonda lo studio Mastro 2. Dopo 11 anni torna ad insegnare al Mengaroni  di Pesaro, fino alla pensione. Sarà uno dei 3 artefici della costruzione della grande cupola smaltata per il primo ministro libico. Gli altri due sono Ubaldo Cinciarini per gli sbalzi, e per il progetto Aldo Jacomucci. Bastianelli ne diventa il capo commessa.

- Romolo Verzolini (1939), un altro allievo dell'Istituto Mengaroni di Pesaro, la cui azienda ERREVI è tuttora in attività grazie alla dedizione dei figli Renzo e Roberto.

- Ubaldo Cinciarini, apre Lo studio Cellini, sempre a Pesaro. Grande sbalzatore e costruttore di graziosi oggetti smaltati.

- Aldo Jacomucci esperto in smaltatura e tecnologia dello smalto, affianca con grande competenza il Bucci e il Bastianelli nelle loro botteghe.

- Leonardo Gristina, (1915-1998) religioso domenicano catanese e artista smaltatore. Non solo arte sacra. Nel 67 espone a Milano e negli nanni 80 viene intervistato dalla Rai Regione Sicilia.

- Ettore Paganini (1922-1986) è stato un abile smaltatore e cesellatore attivo a Milano nel secolo scorso, noto soprattutto per la realizzazione di suppellettili sacre (pissidi, calici, pale d'altare, tabernacoli, vie crucis ecc.) attualmente ospitate in diverse chiese milanesi.

Molti collaboreranno con architetti-designer di fama come Gio Ponti (1891-1979) Ettore Sottsass (1917-2007) o Arnaldo Pomodoro (1928) che a loro chiederanno di realizzare oggetti con la luminosità e pereziosità degli smalti.

Fra gli altri artisti dello smalto, ricordiamo:

- Giulio Gottardi, legato all'Istituto d'Arte di Trento, autore nel 1970 di un San Francesco in rame sbalzato e smaltato.

Giuliana Maraschin (GM Lerino - Vicenza) abile smaltatrice che potrebbe aver lavorato per De Poli. Le forme in rame le faceva costruire a Ottorino Barato & Figli di Vicenza. (Ottorino = padre di Luigi Barato)

- Giampiero Stella (1934) di Agrate Conturbia, orafo di professione, realizza col Maré alcune medaglie e impara a smaltare, ha perfezionato un metodo che ha chiamato MoSma (mosaico-smalto) con cottura alla fiamma al posto del forno. Con questo metodo si possono eseguire opere di grandi dimensioni.

- Roberto Guidi, artista pisano ed ex docente di cesello e sbalzo presso l''Istituto d'Arte di Volterra fino al 1997.

May Hofer (1896 - 2000) polacca di Chybi (Cracovia), si trasferisce a Pola e poi a Vienna.  Nel 1919 si sposa con l'artista Anton Hofer e si stabilisce a Bolzano. Dopo la seconda guerra mondiale ritorna a Vienna e apprende l'arte dello smalto russo a rete da Marika Nedbal-Dolnizka. Sarà famosa per i suoi quadri intessuti. Muore a Bolzano a 104 anni.

- Loris Cavallari (1961), artista di Bolzano, è stato allievo di May Hofer.

Verso la fine del secolo si affermano Orlando Sparaventi di Pesaro ma insegnante a Parabita LE, ultimo allievo del Bucci, Ennio Piero Cestonaro di Vicenza. In Monza Brianza operano la scultrice Luisa Marzatico e la giovane Micaela Doni. Miranda Rognoni, (1927 - 2008) presidentessa del C.K.I. Italia, oltre alle capacità artistiche ha avuto il merito di aver fatto incontrare tra loro i migliori artisti italiani, e di aver avviato moltissimi giovani allo smalto. La "Bottega dello smalto", un laboratorio fondato da Suor Teresa Valsecchi, (1935-2014) nel Liceo delle Suore del Preziosissimo Sangue a Monza. Dove si continua a trasmette ancora oggi e con grande passione, i fondamenti della smaltatura a studenti, dilettanti, e artisti.